F.A.Q.

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Sono un produttore di rifiuti. Perché devo utilizzare SMALTENDO.IT?

Il portale è uno strumento di lavoro che permette di fare una analisi dettagliata sui costi inerenti i servizi ambientali in genere: smaltimento rifiuti, trasporti rifiuti, analisi e caratterizzazioni rifiuti, ecc. ecc.
È uno strumento che con pochi click ed in modo veloce, permette agli uffici acquisto di ricevere più offerte sui servizi richiesti, analizzando tra l’altro la qualità dei fornitori attraverso le referenze e recensioni della comunity di smaltendo.it.
Il continuo utilizzo di smaltendo.it porta ad ottenere ulteriori scontistiche sui servizi. Ovvero ad ogni articolo in richiesta di offerta, si otterrà un punto “stella” che andrà a sommarsi a quelli già acquisiti precedentemente; es. 3 articoli (rifiuti e/o altri servizi) uguale a 3 punti. Raggiunti 100 punti stella si potrà ottenere, uno sconto pari al 3% sulla fornitura richiesta.

Sono uno smaltitore o un fornitore di servizi. Perché devo utilizzare SMALTENDO.IT?

Con l’iscrizione gratuita su SMALTENDO.IT, aprirai una tua finestra sul portale dove inserire i servizi offerti; riceverai 30 punti di benvenuto per provare il servizio ed entrerai a far parte dell’elenco dei fornitori, divisi per tipologia di servizi; se sarai soddisfatto, potrai provvedere all’iscrizione annuale a pagamento e potrai avere una tua pagina web all’interno del portale.
Pianificazione della crescita aziendale e del proprio business
Risparmio dei costi commerciali senza dispendio di energie; quanto è bello ricevere richieste di offerta senza muoversi ed alzare un dito dalla scrivania? Oggi è possibile con SMALTENDO.IT; controlli gli alert sulla tua mail, verifichi se la richiesta è di tuo interesse e procedi con pochi click.
Pagamenti monitorati: la clientela derivante da SMALTENDO.IT è referenziata dalla comunity. All’acquisizione di una richiesta di offerta potrai verificare la bontà della clientela.

MUD - Modello Unico di Dichiarazione Ambientale

Cos'è il MUD? - Il Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD), istituito con la Legge n. 70/1994, è un modello attraverso il quale devono essere denunciati i rifiuti prodotti dalle attività economiche, quelli raccolti dal Comune e quelli smaltiti, avviati al recupero o trasportati nell'anno precedente la dichiarazione.
Chi sono i soggetti obbligati alla presentazione del MUD? - Sulla base del D. Lgs. 3 aprile 2006 n.152 (Testo Unico Ambientale), così come modificato dal D. Lgs 16 gennaio 2008, n. 4, i soggetti che devono presentare il MUD, sezione rifiuti, sono:
1) imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
2) imprese ed enti, con più di dieci dipendenti, produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti: - da lavorazioni industriali, - da lavorazioni artigianali, - dall’attività di recupero e smaltimento di rifiuti, nonché di fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;
3) chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
4) commercianti e intermediari di rifiuti senza detenzione;
5) chi svolge operazioni di recupero e di smaltimento rifiuti;
6) imprenditori agricoli produttori di rifiuti pericolosi con un volume d’affari annuo superiore ad euro 8.000;
7) enti e professionisti, organizzati come impresa (per esempio cliniche, poliambulatori, ecc.) che erogano prestazioni sanitarie con relativa produzione di rifiuti pericolosi;
8) consorzi costituiti con finalità di recupero di particolari tipologie di rifiuti;
9) Comuni o loro consorzi o Comunità montane o Aziende speciali, per la raccolta e gestione di rifiuti urbani e assimilati e per la gestione di rifiuti speciali;
10) gestori del servizio pubblico per i rifiuti pericolosi conferiti da produttori in base ad apposita convenzione.
I soggetti esclusi? - Sono, di conseguenza, esclusi dalla presentazione del MUD:
1) imprese ed enti che producono rifiuti non pericolosi derivanti da attività diverse da quelle di cui al punto 2) di cui sopra;
2) imprese ed enti che producono rifiuti non pericolosi derivanti dalle stesse attività di cui al punto 2), ma che non hanno più di dieci dipendenti;
3) imprenditori agricoli che producono rifiuti pericolosi con un volume di affari annuo non superiore a euro 8.000;
4) soggetti che conferiscono i propri rifiuti pericolosi al servizio pubblico di raccolta mediante convenzione, limitatamente alla quantità conferita;
5) professionisti, non associati in forma d’impresa, che erogano prestazioni sanitarie (es. studi medici e dentistici in genere con relativa produzione di rifiuti pericolosi);
6) imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi;
7) produttori di rifiuti pericolosi non urbani che non sono inquadrati in “enti” o “imprese”;
8) soggetti abilitati allo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti in forma ambulante, limitatamente ai rifiuti che formano oggetto del loro commercio.
Modalità di presentazione - Il MUD sezione rifiuti va presentato alla Camera di commercio della provincia in cui ha sede l’unità locale che produce o gestisce i rifiuti stessi. Per le imprese di solo trasporto dei rifiuti, per unità locale s’intende la sede legale; per le imprese che svolgono attività di intermediazione e commercio dei rifiuti senza detenzione, l’unità locale coincide con la sede presso la quale l’impresa conserva i registri di carico e scarico.
Il MUD sezione rifiuti può essere compilato:
- su supporto cartaceo (esclusi i grandi produttori e gestori di rifiuti, oltre che gli autodemolitori e simili);
- su supporto digitale: a tal fine è disponibile un apposito software scaricabile dai siti di Ecocerved e Unioncamere;
- per via telematica, tramite l'apposito sito.
Nei primi due casi il MUD può essere consegnato direttamente allo sportello camerale o spedito con raccomandata senza avviso di ricevimento. Per ogni MUD presentato occorre pagare i diritti di segreteria, di importo variabile a seconda del supporto utilizzato.

ADR - Trasporto Merci pericolose su strada

ADR - Trasporto Merci pericolose su strada
Cos'è l'ADR? - La sigla " A.D.R. " è un acronimo che indica, in lingua francese "Accord europeen relatif au transport international des merchandises Dangereuses par Route" e che in italiano si traduce con "Accordo europeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose su strada".
Chi è il consulente ADR? - Il consulente per la sicurezza dei trasporti di merci pericolose su strada e per ferrovia è quella figura professionale di cui si devono avvalere le imprese che effettuano il trasporto, il carico o lo scarico di merci pericolose (D.L.vo 04/02/2000 n° 40 pubblicato sulla G.U. n° 52 del 03/03/2000 e successive integrazioni in attuazione della direttiva CEE n. 96/35/CE del 03/06/1996).
Il consulente deve avere una conoscenza sufficiente dei rischi inerenti il trasporto e le operazioni di carico e scarico di merci pericolose e delle disposizioni normative vigenti in materia (A.D.R. e/o R.I.D.) e deve possedere un certificato di formazione professionale rilasciato dal Ministero dei Trasporti, a seguito del superamento di un apposito esame, presso una delle Commissioni incaricate, oppure conseguito in uno stato aderente all'Unione Europea. Per essere ammessi all'esame non occorre un titolo di studio né la frequenza ad un corso.
Esenzione consulente ADR - Visualizza schema esenzione Nomina del consulente ADR; Clicca qui
Norme nazionali -
D.Lgs. 27/01/2010, n. 35;
D.Lgs. 04/02/2000, n. 40 (ai sensi D.Lgs. 27/01/2010, n. 35, art 11, commi 4 e 14, il D.M. è applicabile fino all adozione di nuove disposizioni attuative, quando non in contrasto con il D.Lgs. 27/01/2010, n. 35)
D.M. 04/07/2000, n. 90T;
Circolare Min. Trasp. 14/11/2000, n.A26/2000/MOT

SISTRI - Sistema di controllo tracciabilità dei rifiuti

Cos'è Il SISTRI? - Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) nasce su iniziativa del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per permettere l'informatizzazione della tracciabilità dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani della Regione Campania.

Categorie di soggetti con iscrizione al SISTRI obbligatoria
ENTI E IMPRESE CON PIÙ DI DIECI DIPENDENTI PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI DERIVANTI DA:
- attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall'articolo 184-bis del Decreto Legislativo 152/2006 ss.mm.ii.;
- lavorazioni industriali;
- lavorazioni artigianali;
- attività commerciali;
- attività di servizio;
- attività sanitarie;
- attività agricole e agroindustriali ad esclusione, indipendentemente dal numero dei dipendenti, degli imprenditori agricoli di cui all'art. 2135 del codice civile che conferiscono i propri rifiuti nell'ambito di circuiti organizzati di raccolta.
- attività di pesca e acquacoltura ad esclusione, indipendentemente dal numero dei dipendenti, degli enti e delle imprese iscritti alla Sezione Speciale «Imprese Agricole» del Registro delle Imprese che conferiscono i propri rifiuti nell'ambito di circuiti organizzati di raccolta.
Si intendono per tali i soggetti che, come conseguenza della loro primaria attività professionale, producono rifiuti speciali pericolosi.

ENTI E IMPRESE PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI CHE EFFETTUANO ATTIVITÀ DI STOCCAGGIO
Si intendono per tali gli enti o imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che effettuano:
- attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D14 (escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti);
- attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate nei punti da R1 a R12 (escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti).
Si precisa che i soggetti ricadenti in tale fattispecie devono iscriversi sia nella categoria produttori che in quella gestori.

TRASPORTATORI A TITOLO PROFESSIONALE DI RIFIUTI PERICOLOSI
Si intendono per tali gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano, a titolo professionale, rifiuti speciali pericolosi prodotti da terzi compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale. Pertanto, i vettori stranieri che, a titolo professionale, effettuano trasporti esclusivamente all’interno del territorio nazionale, sono soggetti all’obbligo di iscrizione al SISTRI; lo stesso vale per il trasporto transfrontaliero in partenza dal territorio nazionale e verso Stati esteri. Per i vettori stranieri che effettuano trasporti transfrontalieri dall’estero con destinazione nel territorio nazionale, o con solo attraversamento del territorio nazionale, valgono le disposizioni sulla tracciabilità previste dal Regolamento comunitario n. 1013/2006 e dunque non sono tenuti all’iscrizione al SISTRI. Nel caso di trasporto navale, sono soggetti all’obbligo di iscrizione al SISTRI l’armatore o il noleggiatore che effettuano il trasporto, o il raccomandatario marittimo di cui alla legge 4 aprile 1977, n. 135, delegato per gli adempimenti relativi al SISTRI dall’armatore o noleggiatore medesimo.

GESTORI DI RIFIUTI PERICOLOSI
Si intendono per tali gli enti o le imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani pericolosi e speciali pericolosi, inclusi i nuovi produttori che trattano o producono rifiuti pericolosi come di seguito specificato.

NUOVI PRODUTTORI DI RIFIUTI
Si intendono per tali i soggetti che producono rifiuti da operazioni di pretrattamento, di miscelazione o altre operazioni che hanno modificato la natura o la composizione dei rifiuti stessi.
Per ulteriori informazioni ed approfondimenti Clicca qui

SOTTOPRODOTTI - definizioni e Disposizioni Generali

Cosa si intende per sottoprodotto? - Si intende per "sottoprodotto" un residuo di produzione che non costituisce un rifiuto ai sensi dell'articolo 184-bis del decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152, da non confondere in ogni caso con il "residuo di produzione".

Cosa si intende per residuo di produzione?
per residuo di produzione si intende ogni materiale o sostanza che non è deliberatamente prodotto in un processo di produzione e che può non essere un rifiuto.

E' possibile commercializzare un sottoprodotto?
si è possibile quando viene dimostrato che i sottoprodotti non sono stati prodotti volontariamente e/o come come obbiettivo primario del ciclo produttivo, ma sono invece una conseguenza e/o un cascame dello stesso ciclo; materie e sostanze e/o ogegtti che sono destinati ad essere utilizzati nello stesso o in un successivo processo, dal produttore medesimo o da parte di terzi.

Per ulteriori informazioni ed approfondimenti, Clicca qui e scarica il Decreto n. 264 del 13 ottobre 2016, entrato in vigore il 02/03/2017.

AMIANTO - Definizioni e modalità di bonifica e smaltimento

AMIANTO - Definizioni e modalità di bonifica e smaltimento
Che cos'è l'amianto? - L'amianto o asbesto è un minerale presente in natura costituito da silicati a struttura cristallina e fibrosa. La bassa conducibilità termica e l'elevata resistenza agli agenti chimici ed alla trazione, sono alla base dell'elevato potere isolante e coibentante dell'amianto. Molto diffuso in natura, può essere anche filato o tessuto, con eccezionali caratteristiche di incombustibilità e coibenza (capacità di isolante termico, elettrico o acustico).

Dove trovo l'amianto attorno a me?
Ecco le possibili locazioni dell'amianto:
- Intonaco;
- Guarnizioni stufe e caldaie;
- Pannelli;
- Coibentazioni tubi di riscaldamento presenti negli scantinati dei condominii ed abitazioni;
- Rivestimenti camini;
- attività sanitarie;
- Elettrodomestici;
- Tubazioni idriche o serbatoi di accumulo acqua;
- Materiali isolanti;
- Canne fumarie;
- pavimenti in vinile.

Quali sono i pericoli dell'amianto? - La presenza di materiali contenenti amianto in un edificio non comporta di per sé un pericolo per la salute degli occupanti. La pericolosità dei materiali contenenti amianto, dipende dall'eventuale rilascio di fibre nell'ambiente; l'inalazione delle fibre stesse provoca malattie dell'apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare e mesotelioma). Il rischio aumenta con l'aumentare della friabilità del materiale contenente amianto. I materiali friabili, come soffitti spruzzati a scopo antincendio, anticondensa o fonoassorbente (cemento acustico), o il materiale spruzzato su travi, tubazioni e caldaie, possono liberare le fibre spontaneamente, ad esempio a causa di infiltrazioni di acqua, correnti d'aria (forti venti), vibrazioni dei materiali che lo contengono. I materiali ancora compatti o poco friabili, quali i pannelli o tramezzi isolanti, coperture costituite da lastre piane o ondulate (tipo Eternit), canne fumarie, alcuni pavimenti in linoleum e cassoni idrici, possono liberare le fibre di amianto sole se danneggiati, resi pulverolenti facendo uso di attrezzi quali: trapani, smerigliatrici, lime ecc.

Rimozione e bonifica dell'amianto - La presenza in un edificio o in un impianto di materiali contenenti amianto non significa necessariamente che esista un rischio per la salute degli occupanti. La scelta del tipo di bonifica da effettuare è complessa ed è legata principalmente allo stato di conservazione dei materiali contenenti amianto. Ogni attività svolta nei locali deve essere tale da non provocare una contaminazione ambientale e rendere così possibile l'inalazione. Per questo è stata istituita dalla normativa (D.M. 6 settembre 1994) la figura del Responsabile per l'amianto, che ha il compito di informare sulla sua presenza i soggetti interessati, individuare le eventuali cause di pericolo e regolamentare tutti i processi di intervento sui materiali a rischio. Le tecniche di intervento possono prevedere provvedimenti di restauro dei materiali o provvedimenti di bonifica. Il restauro è indicato preferibilmente per rivestimenti di tubi e caldaie o per materiali di tipo cementizio che presentino danni circoscritti ad una superficie non superiore al 10 % del totale. .

Quali sono le modalità di Bonifica?

- Rimozione:
è il procedimento più diffuso perché elimina ogni potenziale fonte di esposizione ed ogni necessità di attuare specifiche cautele per le attività che si svolgono nell'edificio. Comporta un rischio estremamente elevato per i lavoratori addetti e per la contaminazione dell'ambiente; produce notevoli quantitativi di rifiuti tossici e nocivi che devono essere correttamente smaltiti. E' la procedura che comporta i costi più elevati ed i più lunghi tempi di realizzazione. In genere richiede l'applicazione di un nuovo materiale, in sostituzione dell'amianto rimosso.

- Incapsulamento: consiste nel trattamento dell'amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che (a seconda del tipo di prodotto usato) tendono ad inglobare le fibre di amianto, a ripristinare l'aderenza al supporto e costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta. Costi e tempi dell'intervento risultano più contenuti. Non richiede la successiva applicazione di un prodotto sostitutivo e non produce rifiuti tossici. Il rischio per i lavoratori addetti e per l'inquinamento dell'ambiente generalmente minore rispetto alla rimozione. E' il trattamento di elezione per i materiali poco friabili di tipo cementizio. Il principale inconveniente rappresentato dalla permanenza nell'edificio del materiale di amianto e dalla conseguente necessità di mantenere un programma di controllo e manutenzione. Occorre inoltre verificare periodicamente l'efficacia dell'incapsulamento, che col tempo può alterarsi o essere danneggiato, ed eventualmente ripetere il trattamento. L'eventuale rimozione di un materiale di amianto precedentemente incapsulato è più complessa, per la difficoltà di bagnare il materiale a causa dell'effetto impermeabilizzante del trattamento. Inoltre, l'incapsulamento può alterare le proprietà antifiamma e fonoassorbenti del rivestimento di amianto.

- Confinamento: consiste nell'installazione di una barriera a tenuta che separi l'amianto dalle aree occupate dell'edificio. Se non viene associato ad un trattamento incapsulante, il rilascio di fibre continua all'interno del confinamento. Rispetto all'incapsulamento, presenta il vantaggio di realizzare una barriera resistente agli urti. E indicato nel caso di materiali facilmente accessibili, in particolare per bonifica di aree circoscritte (ad es. una colonna). Non indicato quando sia necessario accedere frequentemente nello spazio confinato. Il costo è contenuto se l'intervento non comporta lo spostamento dell'impianto elettrico, termoidraulico, di ventilazione, ecc. Occorre sempre un programma di controllo e manutenzione, in quanto l'amianto rimane nell'edificio; inoltre la barriera installata per il confinamento deve essere mantenuta in buone condizioni.

SMALTIMENTO RIFIUTI - metodi e modalità di smaltimento

Metodi di smaltimento rifiuti - I rifiuti sono da anni ormai al centro di tematiche politico-ambientali a livello internazionale ed europeo. La loro gestione è diventato un problema ambientale prioritario sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo.
Per quanto riguarda l'Unione Europea, ogni anno negli Stati membri vengono prodotti circa due miliardi di tonnellate di rifiuti, anche particolarmente pericolosi, e questa è in continuo aumento. Lo stoccaggio di questi rifiuti non è una soluzione sostenibile e la loro distruzione non è soddisfacente a causa delle emissioni prodotte e dei residui altamente concentrati ed inquinanti. La migliore soluzione rimane quella di evitare di produrre rifiuti e, quando esistano soluzioni ecologicamente ed economicamente sostenibili in tal senso, procedere al riciclaggio e/o recupero delle varie componenti dei prodotti.
Ecco i principali metodi di smaltimento dei principali materiali utilizzati:

Smaltimento Carta e Cartone
Come tutti i rifiuti, la carta pone problemi di smaltimento. La carta è però un materiale riciclabile. Come il vetro, infatti, la carta recuperata può essere trattata e riutilizzata come materia seconda per la produzione di nuova carta. In Italia carta e cartone rappresentano circa il 30% del totale dei rifiuti e sono una risorsa perchè possono essere utilizzati per produrre carta riciclata. E’ sufficiente recuperare una tonnellata di materiale cellulosico per salvare 3 alberi alti 20 metri, riducendo l'impatto ambientale e risparmiando le fonti di energia. La carta può essere non solo riciclata, ma anche ampiamente riutilizzata stampando su ambo i lati dei fogli, riutilizzando i sacchetti di carta, donando i libri alle scuole o alle biblioteche.
rifiuti di carta riciclabili
- giornali, riviste, libri, fumetti, tutta la stampa commerciale (dèpliant, pieghevoli pubblicitari)
- sacchetti per gli alimenti, per il pane o per la frutta
- sacchetti di carta con i manici
- fogli di carta di ogni tipo e dimensione
- contenitori di prodotti alimentari (come astucci per la pasta, per il riso, per i corn flakes ecc.)
- le fascette in cartoncino di prodotti come conserve, yogurt e bevande
- le scatole delle scarpe
- le confezioni, grandi e piccole, di prodotti come detersivi per lavatrici e lavastoviglie
- le scatole dei medicinali, del dentifricio, ecc.
- gli imballaggi in cartone ondulato di qualsiasi forma o misura (ad esempio, per apparecchi televisivi o elettrodomestici)
- contenitori in cartone per frutta e verdura
- cartoni per bevande (come ad esempio quelli di latte, succhi di frutta, vino, panna e similari) svuotati, sciacquati e appiattiti
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